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Referendum Costituzionale 2016


di Valentino DIANA

Come funziona

La Camera ha dato - il 12 aprile 2016 - il via libera alle Riforme Costituzionali. Il ddl Boschi è passato facilmente a Montecitorio nel suo voto finale: 361 voti favorevoli e 7 contrari. Ora saranno i cittadini a decidere sull'entrata in vigore della riforma: il referendum confermativo sarà - anche se manca ancora l'ufficialità - ad ottobre 2016.

Come funziona il Referendum costituzionale?

La legge costituzionale 1/1997 (24 gennaio 1997) indica che il referendum viene indetto se:
<<Entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ne facciano richiesta un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali>>.

Va ricordato che "Non sono soggette a referendum le leggi approvate in seconda deliberazione con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera", ma non è questo il caso del ddl Boschi.

Dunque il prossimo passaggio sarà quello della richiesta formale di referendum relativo al ddl Boschi.

Una volta arrivata la richiesta, verrà stabilita la data del voto in cui saranno chiamati in causa i cittadini italiani.

Si legge sul sito del Ministero dell'Interno:

<<Nel referendum confermativo, detto anche costituzionale o sospensivo, si prescinde dal quorum, ossia si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto, a differenza pertanto da quanto avviene nel referendum abrogativo.>>

Dunque i cittadini saranno chiamati a votare tra due opzioni: confermare o non confermare le modifiche costituzionali del ddl Boschi. Non ci sarà quorum: questo significa che non c'è bisogno di una soglia minima di votanti. A vincere il referendum sarà semplicemente l'opzione più votata tra "sì" e "no" alla conferma della legge.